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di Alessandro Gueli
Una Harley tutta per noi!
La nuova XR 1200 è pensata per il rider europeo, si guida e diverte questa nuova Harley perché piega, accelera e frena proprio come piace a noi.
La XR 1200 è, secondo il mio punto di vista, una motocicletta epocale; si, perché giù a Milwaukee si sono presi la briga di pensare e realizzare questa moto, molto poco americana perchè squisitamente europea. Nel vecchio continente la passione per la guida dinamica non muore mai e di fatto le Harley-Davidson “classiche” hanno sempre catturato il pubblico nostrano per bellezza dell’oggetto, un must, non certo per doti dinamiche innate.
Oggi ci ritroviamo ad ammirare questa moto, il telaio è lo sportster, difficile identificarne le origini a stelle e strisce ma zero dubbi perché il motore è proprio lui, il bicilindrico Evolution da 1200cc verniciato a polvere argentata, in questa versione capace di esprimere 91cv dichiarati. Sempre protagonista il propulsore anche a livello visivo, piace la sportiva semplicità d’insieme a partire dal piccolo faro di forma circolare con corpo e profilo neri, il serbatoio da 13,3 litri che richiama il passato e le poche sovrastrutture che delineano la coda di questa XR, il codino è in un sol pezzo e accoglie la sella di pilota e quella, più striminzita, del passeggero. Parafango anteriore sport e sistema di scarico denominato Straight Shot con passaggio 2-1-2. Bella muscolosa, la XR si rifà alle gloriose 750 da anni protagoniste dei campionati di flat track, proprio quella disciplina che si corre su un ovale, tutto di traverso senza l’ausilio del freno anteriore!
Secondo i nostri canoni la XR non è classificabile come naked sportiva, piuttosto come roadster pura, in grado di divertire tra le curve come nessuna Harley ha mai fatto. La posizione in sella è piuttosto singolare perché il manubrio rimane molto ampio e alto, riprendendo le fattezze delle moto da ovale, mentre la sella ci porta a flettere il busto verso l’anteriore. La cosa più strana è sicuramente la ricerca delle pedane, normalmente su di una Harley flettiamo la gamba, su questa moto sono esattamente dove le vorremmo, correttamente arretrate e rialzate. Leve morbide e una buona presa al manubrio, comandi solitamente Harley Davidson e strumentazione semplice e chiara, con il grosso contagiri su fondo bianco al centro ed un elemento circolare digitale sulla sinistra.
Il bicilindrico di Milwaukee è sempre lui, perlomeno il canto ed il pulsare sono rimasti intatti. 91 cv di potenza massima sviluppati a 7.000 giri, la coppia resta importante con un dato di 10,0 kgm a 3.700 giri. Il raffreddamento rimane ad aria con l’aggiunta di un piccolo radiatore dell’olio posizionato sul lato sinistro della moto. Sull a destra spunta la presa d’aria con griglia metallica che porta ossigeno all’air box, alloggiato sotto il serbatoio. La ciclistica si avvale del telaio a doppia culla con forcellone posteriore in alluminio alleggerito, l’avantreno può contare sulla robusta forcella da 43mm a steli rovesciati e dal doppio ammortizzatore posteriore regolabile nel precarico.

Il propulsore ad aste e bilancieri è dotato di punterie idrauliche e denota interventi importanti; una nuova mappatura delle centralina ha permesso di raggiungere regimi di rotazione più elevati, spostando di conseguenza l’intervento del limitatore, gli alberi a camme hanno un profilo più spinto e l’iniezione vede ora un unico corpo farfallato da 50mm.
Dicevamo che questa XR non và intesa come naked sportiva ne paragonata a modelli di tale segmento. È una moto molto piacevole da guidare e da interpretare, con un interasse di 1515mm ed un peso che supera i 250 kg si identifica come moto “fisica”, cioè solida e sicura sul veloce, richiede una guida di corpo, va accompagnata potendo contare sull’ampio manubrio facile da caricare quando il ritmo si fa interessante.
Nel misto stretto e nei veloci cambi di direzione la XR esige una guida rotonda e pulita, il motore è piuttosto brutale se si ruota il gas senza remore, bella la spinta offerta ai medi regimi che vedono schizzare la lancetta del contagiri verso il limitatore; buona la coppia ai regimi più bassi anche se il meglio del meglio si manifesta oltre i 4.000 giri, senza esitazioni fino alla cambiata successiva. L’appoggio in curva infonde sicurezza, le sospensioni lavorano bene ed hanno una giusta taratura per la guida stradale, anche a velocità sostenute non si avvertono imperfezioni ed oscillazioni ed è costante la sensazione di grip offerta dalle coperture Dunlop Sportmax Qualifier.

Ottima la luce a terra, con un dato di 147mm ci permette di piegare più che ci pare ( smontando i piolini posti sotto le pedane!), la frenata questa volta convince: Due dischi da 292mm all’anteriore morsi da 4 pistoncini, si sono dimostrati potenti quanto basta e modulabili nelle gestione, un disco da 260 mm al posteriore che aiuta a correggere.
Harley-Davidson XR 1200 è secondo noi una bella roadster. Affascina ferma sul cavalletto ( sempre poco agevole da azionare) e diverte nel misto veloce. Classica e moderna è per il momento realizzata esclusivamente per il mercato europeo, a 11.500 euro nella versione vivid black da noi testata, 11.700 per l’aggressivo mirage orange pearl o pewter denim. Che dire… grazie Harley Davidson!
Una motocicletta epocale che sottolinea il suo carattere sportivo non solo nelle concessionarie H-D ma sulle più note piste nazionali, grazie al trofeo XR1200 che vedrà la luce nella stagione 2009.
www.harley-davidson.com www.xrdna.com
Alessandro Gueli
Abbigliamento tecnico utilizzato: Giubbino A-Pro, Guanti A-Pro, Pantaloni Frank Thomas, Stivali Diadora, Casco Project.
Foto: Andrea Bordignon |